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Exhibia is Back

 
Post #1


Exhibia is BackCiao ragazzi. Nonostante sono ancora molto delusa da quanto mi è successo su xHamster, ho deciso di scrivere lo stesso la storia perché quello che mi è capitato è uno di quei desideri che ho sempre avuto e che finalmente mi si è avverato.Una piccola premessa: per evitare altri stupidi insulti, ho deciso di non aggiungere e non rispondere più a nessuno fino a quando non avrò la possibilità di postare i miei video. Tra l'altro mi sono rimasti solo quelli sul cellulare visto che nel vecchio computer si è bruciato l'hard disk. Pazientate e smettetela di insultarmi che fate solo la figura dei cretini sfigati.Ma ecco la freschissima storia, il sogno che s'avvera.Venerdì scorso era il mio giorno libero e già al mattino presto mi trovavo a Sampierdarena nel negozio grande dei cinesi, non ricordo come si chiama, forse SuperShop o comunque qualcosa di simile. Dopo aver fatto un lungo giro mi sono ritrovata nella zona degli addobbi natalizi. Chissà perché poi sono ancora lì visto che le feste sono finite da un pezzo. Decisi di tornare dai vestiti facendo dietro front e noto un uomo un po' panciuto sulla cinquantina intento a guardare con interesse sacchetti e carte regalo natalizie. Ero sicura di averlo incrociato molte volte tra gli scaffali. Mi stava seguendo per guardarmi le gambe e il sedere? Gli passai dietro per infilarmi nel corridoio successivo e, facendo finta di guardare le cose esposte, attesi non più di qualche secondo prima di sentire la sua presenza alle spalle."Eccone un'altro", pensai all'inizio, poi sapendo che, se si fosse limitato a guardare non mi avrebbe dato fastidio, girovagai lentamente e senza meta fino a tornare alla gigantesca area dei vestiti. In un modo o nell'altro l'uomo riusciva a starmi sempre dietro senza però avvicinarsi troppo o risultare invadente. La sua insistenza perdurò per altri buoni dieci minuti mentre esaminavo vestiti più o meno orribili, poi quando decisi di provare una maglia dirigendomi verso le cabine, i miei occhi incrociarono i suoi mentre i suoi seguirono con precisione le mie gambe coperte da leggins.Gli passai accanto quasi sfiorandolo e mi chiusi la tenda alle spalle per provare la maglia. Appena uscita lo vidi subito intento a tocchignare gli stessi modelli di quella che avevo provato. Mi avvicinai fino a sentire il suo dopobarba e dicendo un "Mi scusi" sottovoce, misi al suo posto la maglia. Il dorso della sua mano destra, abbandonata lungo il fianco, sbatté contro di me. Di proposito? Ero già pronta a scommettere di sì. Solo pochi passi per distanziarmi da lui e guardare altri vestiti, poi la decisione (mi piacerebbe dire inconscia, ma so che non è stato così) di riavvicinarmi alla stessa maglia di prima. O alla stessa mano.La presi, la guardai a lungo, la rimisi a posto e la ripresi ancora mentre lui, visibilmente teso dondolava nervosamente combattuto sul toccare o non toccare. Alla fine toccò. La sua mano si posò frettolosamente sulla mia coscia, poi si scansò mentre il mio battito cardiaco aumentava di intensità. Pensai che fosse soddisfatto proprio quando la sua mano si poggiò salda tra la mia coscia e la mia natica. Spostai il baricentro verso di lui e lui premette. Pochi attimi in tutto ma furono sufficienti ad alzare la temperatura percepita di almeno dieci gradi.Mi allontanai guardandomi intorno alla ricerca di possibili testimoni che non c'erano.Pantaloni, magliette, giacche, vestiti, e lui sempre in zona, ad osservarmi, a tentare di capire se avessi già dato il massimo. Dovevo uscire da quel posto, avevo bisogno di aria respirare aria fresca per darmi una calmata.Cinque minuti dopo ero invece di nuovo davanti agli addobbi natalizi, nell'angolo più remoto e meno frequentato del negozio per guardare qualcosa che non avrei mai comprato.Entrato anche lui nell'ultima corsia si diresse lentamente verso di me, andò oltre, tornò indietro e si fermò a un passo da me. L'uomo aveva bisogno di una spinta, era normale che fosse così. Non lo sarebbe stato se ci fossimo incontrati in un luogo sicuro e lontano da possibili sguardi, a lì era diverso."Mi scusi" dissi ancora mentre mi fermavo tra lui e lo scaffale che aveva di fronte. immediatamente le sue mani presero a toccare, massaggiare e schiacciare il mio culo. Non una sola parola. Una delle sue mani si fece prepotente e mi si chiuse a cucchiaio tra le natiche fino a farmi sentire le dita sul davanti. Mi guardai attorno e vidi una delle telecamere attaccate al soffitto. Immediatamente mi scostai e raggiunsi la fine del corridoio, ancora due passi e mi ritenni lontana dal suo campo visivo fermandomi tra i due corridoi. L'uomo arrivò massaggiandosi il pacco coperto dai jeans. Immediatamente si mise a sfregarmi il centro del mio piacere crescente. Il caldo mi stava facendo ribollire.Se non fosse stato così pericoloso essere scoperti, gli avrei anche consentito di proseguire fino a farmi godere (e solo io so quando mi avrebbe fatto bene), ma in questa circostanza dovevo assolutamente portare a termine le effusioni il prima possibile, senza però negarmi la possibilità di esaudire uno dei miei più grandi desideri.Così non mi soffermai a tastargli il pacco, ma lo invitai direttamente a slacciare il bottone dei jeans. Nonostante i pantaloni aperti l'uomo fece fatica a far uscire l'uccello così bloccato dal poco spazio e dagli slip. Era teso, tesissimo e le sue misure nella norma. Lo strinsi in mano, ruvido e bollente, ed iniziai immediatamente a segarlo con rapidità."Fai presto", gli bisbigliai cacciando la testa oltre ai ripiani per vedere se arrivava qualcuno. Le sue mani mi tastavano ovunque tentando (e in parte anche riuscendoci) di scostarmi i vestiti.Nonostante la fatica della posizione, del timore di essere beccati e della sua pancia che mi impediva alcuni movimenti, sentì di fare un ottimo lavoro.Cambiai mano più volte, più che altro per controllare la situazione."Muoviti", lo incitai più volte fino a quando lui mi scostò la mano e terminò con ritmo frenetico la masturbazione.Guardai gli schizzi bianchissimi macchiare il pavimento e i jeans mentre già sistemavo i miei vestiti. Poi mentre l'uomo, col cazzo ancora durissimo in mano, mi diceva parole che non riuscivo a sentire, mi allontanai verso l'uscita e, seppur sapendo che nessuno ci aveva visto, mi sentivo gli occhi di tutti addosso.Uscì al freddo e dopo una manciata di lunghi respiri, mi resi conto di quanto fosse stato eccitante il tutto. Mentre camminava ascoltavo i solletichi di piacere delle mutandine che mi sfioravano. Più volte quella mattina mi ripromisi che quanto successo si sarebbe dovuto ripetere prima o poi. Meglio prima.
09-01-2021, at 08:43 PM
Alýntý
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